Sindrome da insoddisfazione cronica
Ci sono persone che non sono mai soddisfatte di ciò che possiedono.
Desideri ardentemente qualcosa.
Passata la prima fase di sogno ad occhi aperti, rifletti in modo più concreto e ti rendi conto che con buone probabilità di successo avresti anche l’opportunità di concretizzare quello che ancora nella tua mente è un sogno.
Così investi tempo, energie, pensieri, aspettative e gran parte del tuo entusiasmo nell’iniziativa che ai tuoi occhi in quel preciso momento della tua vita diventa una delle principali fonti di soddisfazione o addirittura di realizzazione personale. In questa fase, se dovessero chiederti cosa sei disposto a fare pur di vedere realizzato il tuo sogno, daresti risposte quantomeno avventate. E se dovessi immaginare il tuo stato d’animo una volta raggiunto l’obiettivo, non esiteresti a definirlo felice.
Procedi con la determinazione di chi riesce a trovare gratificazione solo dall’attuazione di un obiettivo preciso ed identificato, quello che ti sei prefissato. E badate bene che non sto parlando di imprese eroiche o successi planetari, ciascuno ha la propria passione su cu investire, che può anche essere qualcosa di semplice, quotidiano, convenzionale e persino banale. Qualcosa che però in quel momento e per la persona interessata è nuovo, importante e stimolante. A seconda della fase di vita in cui si versa, può essere sufficiente iniziare un corso di danza così come potrebbe non essere sufficiente nemmeno trasferirsi dalla parte opposta del globo.
L’impegno e lo sforzo tesi al raggiungimento dell’obiettivo cominciano a dare i suoi risultati e così a distanza di un po’ di tempo dall’inizio del ‘progetto’, ci si avvicina alla meta.
Ed è a questo punto che per i malati di insoddisfazione cronica si manifestano i primi sintomi.
Il raggiungimento dell’obiettivo smorza con velocità impressionante gli entusiasmi e gli stimoli a investire energie su quella strada, che perde quasi ogni attrattiva. Si continua spesso con una sorta di mantenimento dell’operato finora raggiunto, ma si procede spinti da una forza inerziale priva di smalto e di carica. Unica soluzione per riprovare l’”adrenalina” di poco tempo prima, è imbarcarsi in una nuova attività.